Watamu

STORIA

La storia di Watamu

Il villaggio della gente dolce e una famiglia irlandese...

26-02-2017 di redazione

Da antiche scritture arabe, si sa che la foresta di Arabuko si estendeva da appena fuori Malindi fino quasi a Kilifi ed era popolata da belve feroci, serpenti velenosi (cobra soprattutto) ed elefanti, che spesso arrivavano fino alle spiagge inesplorate e nelle baie protette dalla barriera corallina.
Non c’erano approdi per le navi, ma pericolose “secche” per cui da Kilifi era buona abitudine per i viaggiatori, navigare al largo della costa fino a quando si intravvedeva la baia di Malindi.
Intorno al 1300, la comunità araba della cittadina di Gede, di cui rimangono ancora oggi le rovine, aprì una strada nella foresta per poter giungere ad uno sbocco sul mare, nell’attuale Watamu Bay.
Da lì si sviluppò un villaggio di pescatori e gli arabi ormai stabiliti sulla costa si mescolarono con i giriama locali, dando vita ad una comunità bajun che iniziò fiorenti commerci navali con Lamu e Takaungu.
Nessun altro comunque si avventurò a Watamu fino ai primi del Novecento, quando gli inglesi, dopo aver stabilito il quartier generale della colonia a Mombasa e aver predisposto il distaccamento di Malindi, disboscando giusto la strada per arrivare a un villaggio di pescatori, scoprirono quel paradiso.
Nel 1937 una famiglia irlandese, i Flynns, durante un’esplorazione in barca, fece naufragio e secondo la leggenda venne sbattuta dalle onde all’altezza della Turtle Bay.
Lì vissero per alcuni mesi dentro la loro barca rovesciata, utilizzandola come casa, prima di costruirsi una baracca sul mare.
Intorno al 1950, gli inglesi decisero di lottizzare parte della spiaggia di Watamu (chiamata così per via della gentilezza della gente locale, da watu tamu, “gente dolce”) donando cinquanta plot di un acro ciascuno ad altrettanti connazionali, allargando la strada che dalla direttrice principale Mombasa-Malindi.
Da allora i coloni inglesi scoprirono un luogo incontaminato fantastico per la pesca d’altura, grazie alle sue correnti e all’ecosistema del Mida Creek. Persino il grande scrittore Ernst Hemingway venne a pescare da queste parti.
Prima dell’indipendenza del Kenya erano già presenti alcuni piccoli hotel, tra cui l’attuale Ocean Sports Beach Club, edificato nel 1951.
Più recentemente furono costruiti il Watamu Beach sull’omonima baia.
Nel 1968 a Watamu è stato istituito il Parco Marino Nazionale e la riserva marina, nel 1979 la zona è stata dichiarata Zona protetta per la biosfera marina da parte delle Nazioni Unite.

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